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SCIACCA |
| Infanzia Primaria Secondaria di I° grado |
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Dirigente Scolastico Prof. Filippo Marino |
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STORIA DI SCIACCA
Il Conte Ruggero con i suoi normanni liberò la Sicilia dai saraceni e si impegnò di portarla al suo primitivo splendore. Restaurò le mura costruite dal re Cocalo e l’abellì di nuovi edifici sacri e profani, allargò la nostra cittadina di un altro quartiere: Ruccera che unì a quello dei Figuli e del Rabato. La munì di un castello, detto castello regio o vecchio, che cedette alla figlia Giulietta, che prese dimora nel castello e da lì governò e amministrò con saggezza e moderazione dopo la morte del padre. Giulietta in questo posto vi fabbricò, all’estremità occidentale, una torre chiamata torre Rotonda o del Fossato ed invitò molti signori a stabilirsi a Sciacca, i quali con lei, regalarono alla nostra città prosperità e molti edifici. A Giulietta si deve la costruzione di almeno 4 Chiese: S.Pietro in Castro, San Nicolò la Latina, S.Maddalena (oggi Chiesa Madre) e S.Maria delle Giummare. Gli storici saccensi ci riferiscono di altre chiese fondate dalla contessa, tra cui quella di S.Antonio Abate (discesa Campidoglio) e il Convento di S.Calogero a circa due Km dalla cima del monte, distrutto poi dai musulmani. Ad ella venne, a ragione, dato il titolo di seconda fondatrice di Sciacca. Tra il XIII° e XIV°sec. Sciacca ebbe una crescita demografica dovuta alla venuta di molti immigrati ebrei e di altri gruppi di diverse origini: catalani, albanesi, toscani, genovesi e veneziani, questo portò ad un ampliamento della città fuori le mura. Nacque il quartiere ebreo della Cadda, situato ad ovest della città, simile come struttura al Rabato. La Cadda o Giudecca era formata, come ancora oggi appare, da minute abitazioni e si estendeva dall’attuale Via Licata all’altezza di S.Leonardo sino a Porta Palermo salendo per Via Goletta, Largo Spada, Via Tumolieri, Via Licata. Gli altri gruppi insediatisi a Sciacca diedero origine al "Quartiere di Masso" situato tra Via Garibaldi, Via Incisa, Piazza S.Salvatore, Via P.Gerardi e un tratto di Corso Vittorio Emanuele. Federico II di Aragona nel 1335 ampliò la cerchia delle mura includendo i nuovi quartieri e Gugliemo Peralta nel 1300 fece edificare il Castello Nuovo o Luna, famoso per il triste caso di Sciacca, quando nel XVI secolo la nostra cittadina vive un periodo di "decadenza" a causa della guerra civile tra i Perollo e i Luna, e al tempo stesso di un calo demografico dovuto a carestie, epidemie e terremoti. Durante il regno di Carlo V a Sciacca regnava il vicerè De Vega, il quale per difendere la città dagli attacchi dei pirati, riconsolidò le mura e le numerose torri di guardia e i bastioni. Queste nuove mura inglobarono un nuovo quartiere: S.Michele, nella parte alta, che rappresentava il nuovo potere a Sciacca di grandi e nemiche famiglie: i Peralta e i Luna.Così la nostra cittadina ebbe oltre all’aspetto commerciale della città bassa, nato con i normanni, quello della città alta, immagine del potere feudale dei gruppi catalani. Durante i sec. XVII e XVIII Sciacca visse un periodo rigoglioso e fiorirono molti edifici religiosi che testimoniano la sua rinascita economica e culturale. Nacque il quartiere dei marinai o di S. Lorenzo, il Caricatore, (prima era situato all’altezza di Via Licata e precisamente tra Piazza Grande o Mercato e da Via Licata scendeva per Via Garibaldi, Vicolo Ficani fino a porta Mazzara, oggi Piazza A.Scandaliato ) fu spostato fuori le mura verso il mare, durante l’ottocento si ebbe l’espansione di Porta Bagni. Questa è in sintesi la storia che la nostra cittadina ha subito nel corso dei secoli sino all’immagine che oggi ha il nostro centro storico con tutte le deturpazioni ed il degrado che ad occhio nudo si possono notare. |