Archivio notizie > A.S. 2008/09
"Un nuovo compagno venuto da un paese molto lontano".
Una mattina del mese di Marzo, nell'ora di geografia è venuto il Preside nella nostra classe, insieme a lui c'era un ragazzo, che, dall'aspetto fisico e dal colore della pelle, abbiamo capito che era un immigrato.
Il Preside ci ha detto che quel ragazzo, di nome Sami, proveniva da un paese molto lontano, precisamente dal Bangladesh e sarebbe stato un "nostro nuovo compagno".
Noi lo abbiamo accolto con un sorriso e poi ci siamo presentati, tempestandolo di domande. Sami era molto imbarazzato e si sentiva a disagio perché stava vivendo una nuova esperienza, in un ambiente diverso, dove non conosceva nessuno e non capiva la nostra lingua, infatti si esprimeva solo in inglese. Adesso, grazie, alla nostra disponibilità ad aiutarlo si è bene inserito nel gruppo classe, e ha iniziato anche se stentatamente, a parlare la nostra lingua. Noi abbiamo un buon rapporto con lui, spesso lo invitiamo a casa ed egli si mostra gentile, simpatico ed è riconoscente per essere stato accettato da tutti i compagni. Il suo Paese di origine è molto povero, la capitale Dacca ospita più di 10 milioni di abitanti. Il Bangladesh ha sopportato molte lotte per avere l'indipendenza e finalmente l'ha ottenuta. Le loro lingue sono tante ma quella ufficiale è l'inglese. Molte sono le fedi religiose, ma in maggioranza professano l'Induismo e l'Islamismo. Nonostante il Bangladesh abbia un notevole sviluppo nell'agricoltura e in altri settori economici, la popolazione è sottoalimentata, quindi la maggior parte dei poveri emigra cercando di potere trovare lavoro e una vita migliore nei paesi europei. Purtroppo, per tantissimi immigrati, la realtà si è rilevata triste e amara per la difficoltà d'inserimento sociale, lo sfruttamento a causa di tanti datori di lavoro senza scrupoli e per l'ostilità dimostrata nei loro confronti da alcuni abitanti locali. Il fenomeno "dell'immigrazione" col passare degli anni è andato crescendo sempre di più da diventare una vera piaga sociale. Ogni giorno il telegiornale ci comunica notizie dei viaggi faticosi e degli sbarchi di clandestini a Lampedusa, Porto Empedocle e nelle coste ragusane. Oggi in Italia vivono più di un milione di immigrati che usufruiscono di soggiorno nelle case di accoglienza, grazie alla legge che c'è nel nostro paese. Quelli che non hanno un permesso di soggiorno, vengono detti clandestini e la maggior parte di essi proviene dalla poverissima Africa, da dove sfuggono anche alle persecuzioni politiche o ai conflitti civili. In certe situazioni i loro diritti non solo di lavoratori, ma anche di esseri umani vengono spesso violati, infatti, non sono mancate forme di razzismo e d'intolleranza nei loro riguardi. Certo può capitare che fra immigrati ci siano disonesti e delinquenti, ma quale paese purtroppo non ne ha?
Comunque noi italiani dobbiamo ricordare che all'inizio del secolo siamo stati anche immigrati in America, in Australia e in tanti altri Paesi del mondo e che attraverso il nostro lavoro abbiamo contribuito allo sviluppo economico e sociale di quelle nazioni.
Pertanto anche gli immigrati rappresentano una fondamentale risorsa per promuovere il benessere generale, in quanto loro sono mediamente più giovani degli italiani e il loro lavoro è utile in questa società popolata in gran parte di anziani.
Interrante Davide
Lentini Marco
Pasterska Klaudia
Prinzivalli Antonella
Alunni della I E